Ed eccoci di nuovo in quel di Amsterdam. Il rientro non è stato un granchè dal punto di vista fisico. Infatti mi sa che ho beccato il virus che ha 1 italiano su 3 in questo periodo: vomito, nausea, febbre, mal di testa. Infatti vorrei sapere come sta il caro Isacco del "tranquilla, io non prendo nulla" dopo gli infiniti cicchini di Marella smezzati alla casa del pueblo domenica sera. E anche il povero Pozzi che ha preso una forma più acuta della mia! Ma non voglio parlare di malati...
Vorrei solo ringraziare tutti i fratelli e le sorelle che si sono dimostrati tali con gesti, parole, lettere, disponibilità e lacrime di nostalgia preventiva in vista dell'inverno che non farò in Italia. Non ho visto proprio tutte le persone che avrei voluto salutare, qualche importante omissis c'è stato, ma va bene così. E altri a cui avrei voluto dedicare un po' più di tempo, ma ho fatto il possibile per incastrare tutti. Potete sempre rimediare e venire voi quassù (e no laggiù!), giusto?
Vi lascio con una foto dei miei supernonni e con un appuntamento importante, per chi fosse ad Amsterdam questa settimana:
"Fatture rifatte e affetti fatti a fette"
Liberamente tratto da "Le maschere" di Luigi Malerba. Riadattamento teatrale, diretto, scritto e interpretato da Fabio Testini con la partecipazione di Alma Anselmi.
Un ragazzo disperato per amore, le ha provate tutte per riconquistare la sua amata. Dopo diversi tentativi, decide di giocarsi l'ultima possibilità. Contattare una maga per chiederle una fattura malefica avversa al suo contendente. Farsa surreale.
2 novembre 2007, ore 20.00
Libreria Bonardi
Entrepotdok 26, 1018AD Amsterdam
Diciamo che Vasco Rossi non è il mio cantante preferito, ma mi piace credere che questa canzone l'abbia scritta per me. Sì certo! Come no? Grazie alla kiarina che me la mise in un misto qualche anno fa con Bob, Cat Stevens, 99 posse, Guccini, ecc...
Come fai adesso che sei rimasta solo te
a sperare in qualche cosa di migliore
a pensare anche al grande amore
sei un'inguaribile romantica
un po' isterica, però simpatica, certo unica
come fai adesso che non c'è neanche più lui con te
lui che aveva grandi cose per la testa
lui che poi un giorno come niente ha detto basta
sei un'incredibile romantica
un po' nevrotica, ma non patetica, certo unica
certo unica
Una canzone che mi ha accompagnato in questi anni e che fa capolino ogni tanto, così, all'improvviso...
It's not time to make a change
Just relax, take it easy
You're still young, that's your fault
There's so much you have to know
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I'm happy
I was once like you are now
And I know that it's not easy
To be calm when you've found
Something going on
But take your time, think a lot
I think of everything you've got
For you will still be here tomorrow
But your dreams may not
How can I try to explain
When I do he turns away again
And it's always been the same
Same old story
From the moment I could talk
I was ordered to listen
Now there's a way and I know
That I have to go away
I know I have to go
It's not time to make a change
Just sit down and take it slowly
You're still young that's your fault
There's so much you have to go through
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I'm happy
All the times that I've cried
Keeping all the things I knew inside
And it's hard, but it's harder
To ignore it
If they were right I'd agree
But it's them they know, not me
Now there's a way and I know
That I have to go away

Questo è il famoso dipinto "indeciso" di E.Hill e risale al 1895. E' la caricatura di una donna...giovane o vecchia??
Spesso viene mostrata ai corsi sulla comunicazione, ai colloqui di lavoro o agli incontri con gli psicologi. Io l'ho vista per la prima volta anni fa, non mi ricordo quanti, quando con il mio babbo andai alla mostra in San Lorenzo "Illusioni ottiche e giochi di sapone".
Mi ricordo che riuscivo a vedere solamente la "vecchia donna", nonostante i vari minuti passati ad osservare la stampa. Poi il babbo mi aiutò seguendo con un dito della mano il profilo della "giovane donna" e m'illuminai.
L'ho rivista due anni fa, quando ho fatto il corso di formazione per "operatore fiscale" alla CGIL. Stavolta però vedevo solo la "giovane donna" e faticavo a vedere la "vecchia". In realtà essa è l'una e l'altra allo stesso tempo. Noi vediamo la "vecchia" o la "giovane" a seconda di quello che vogliamo guardare. Esse ci appaiono come aspetti diversi di una stessa realtà (che in fisica si chiamerebbe "relativa").
E' un po' l'approccio che abbiamo quotidianamente con ciò con cui ci relazioniamo. Ci soffermiamo sull'apparenza, o un determinato aspetto, spesso di un insieme che è molto più ricco di come ci appare. Mi viene in mente il proverbio cinese ricordato da Terzani nel suo libro "Lettere contro la guerra": Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo di un pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo.
Questo post è dedicato a tutte le persone che lasciano un segno nella tua vita. Per quelle che ci sono da sempre, per quelle che ti accompagnano per un periodo, per quelle che toccano e fuggono, per quelle che non si sono nemmeno mai accorte di aver lasciato qualcosa...Ci si sente sempre in debito con coloro "che contano" per i bei momenti o per quelli davvero brutti passati assieme. Credo che nessuno di questi abbia più diritto degli altri ad essere dimenticato, perchè, in fondo, noi siamo le persone a cui vogliamo bene e di cui ci circondiamo.
Questo post un po' malinconico mi viene da dentro, dopo quei momenti in cui ripiombi in qualcosa in cui hai creduto davvero in passato e che è finito male o non del tutto bene (dipende dai punti di vista...); quell'amarognolo che risale in bocca, anche dopo quando avevi creduto di aver digerito del tutto...ma mi piace pensare che lo spirito con cui si affrontano le cose poi, alla lunga, ripaga. Ed io sono qui ad aspettare.