E' veramente difficile definire come mi sento in questo momento. Un vortice di emozioni contrastanti si è impossessato di me da quando ho comprato il biglietto di ritorno, un mese fa. Ed oggi, che torno, è all'estrema potenza. Tutta l'energia che mi circonda si trasforma in suoni, sapori, odori delle persone che non smetto di abbracciare e baciare da una settimana a questa parte e che rimangono appiccicati addosso. E si va via così, con una vita ammezzata qui, da tenere sempre presente, come uscita di sicurezza, ma consapevole che non sarà mai proprio identica a quella che lascio. Perchè la vita va avanti, le dinamiche cambiano, si fanno delle scelte. Come ho fatto anche io. E adesso, quindi, mi vivo appieno anche il momento del congedo, piangendo quando devo piangere, stringendo un po' di più anche chi si imbarazza con un abbraccio più lungo dell'abbraccio medio convenzionale. Ma a tutti vi voglio dire che vi porto dentro con me. E ringraziarvi della vostra parte, piccola o grande che sia, di Amsterdam che mi ricorderete e mi riscalderà il cuore.
La Gianna è al Basilico, in attesa di un acquirente. Rosy mi ha già sostituito a fare la pasta. La cena da fare in aereo è un bel broodje met olijven mortadella e provolone e, non si sa mai, un bel croissant ham/kaas. Le valigie saranno sicuramente più di 20 kili, ma spero di giocarmela con scambi di sguardi, o scenata napoletana, al check-in. Amsterdam mi lascia con una giornata di sole, e che voglio di più? Già sento il calore rovente dell'asfalto e il rumore delle acacie di Legri mosse dal vento....
"Marti mangiatela questa banana prima di partire, ok?"
Ancora un post sugli Europei di calcio non l'avevo fatto, ma dopo ieri sera mi viene proprio voglia di farlo. La prima partita l'abbiamo vista al Coffeeshop 137 e, come ricorderete, c'era Italia-Olanda. E abbiamo perso. In maniera vergognosa. E ben ci sta il "you can't always win!". La seconda partita, poi, dopo le infamate prese nel suddetto posto abbiamo deciso di guardarla a casa, in pochi intimi. E s'è pareggiato. Ieri sera, invece, eravamo qui, a casa di Rosy (un'altra temporay new home), senza Rosy che è in Italia, in 11. E abbiamo vinto con la Francia. Che soddisfazione! Ma ancora non sono convinta che ci meritiamo di vincere gli Europei...Chi mi conosce sa che il calcio proprio non me lo filo, non so nemmeno riconoscere un fuori gioco. Ma il fatto di stare all'estero, non seguire la stampa italiana (sportiva), mi fa voglia di creare "gruppo" e supportare questa vecchia nazionale. Ci sentivo così abbestia che ho cucinato farfalline al salmone e torta della nonna, con tanto amore! E con la convinzione che, ovunque mi trovi, mi garba sempre avere la casa piena di amici, a qualsiasi ora, e coccolarmeli ben bene.
E poi mi piace sperimentare le case e trovare dei momenti e dei mini-luoghi da goderne quotidianamente. Come svegliarsi la mattina, coccolare un po' Spooky che ha dormito appiccicato a me, aprire le tende della vetrata che dà sul giardino, mettere un po' di musica e fare colazione seduta a guardarmi gli uccellini che beccano il prato e i nani pronti a fischiare. Potrei essere in qualsiasi posto, ma la santa colazione fatta così non ha paragoni. Nemmeno quella a Baratti sotto il pergolato!
Ma come si fa a trovare la voglia di tornare in un'Italia in cui il senato ha appena approvato la norma "sospendi processi" e che ho sempre più la convinzione che si stia trasformado in una dittatura di sudditi col prosciutto sugli occhi che si credono cittadini? La lista delle motivazioni della mancanza della voglia di tornare è lunga, ma la voglia di rivivere nei miei mini-luoghi italiani con gli affetti è più forte. Ma quanto durerà? Intanto è iniziato il conto alla rovescia per il mio rientro in Berluskonistan. -16...
22 copie di CD4FRIENDS. E' la mia colonna sonora Amsterdam settembre '07 - aprile '08. Non vi è necessariamente una spiegazione sul numero della copia che vi è toccata. Ma in alcuni casi, invece, proprio sì. Talmente evidente...Tracklist:
1. L'EGO - Io, Carlo
2. Rainin in Paradize - Manu Chao
3. L'impegno - Tre Allegri Ragazzi Morti
4. Superfreak - Rick James
5. Atmosphere - Joy Division
6. Take it easy - Eagles
7. Before the next teardrop falls - Freddy Fender
8. No ceiling - Eddie Vedder
9. A mano a mano - Rino Gaetano
10. Thank you (Led Zeppelin cover) - Unplugged in Sweeden - Chris Cornell
11. Coconut - Harry Nilson
12. Che vitti' na crozza - Roy Paci & Aretuska
13. Il tempo di morire - Formula Tre
14. Alle prese con una verde milonga - Paolo Conte
15. Chissà se mi pensi - Nada
16. Stranizza d'amuri - Franco Battiato
17. Breakin' down - Ben Harper
18. All'una e trentacinque circa - Vinicio Capossela
19. Hang down your head - Tom Waits
20. Coal to diamonds - The Gossip
21. Psycho Killer - Talking Heads
Non una parola sull'Italia e sulla persona dalla quale, l'Italia, ha scelto di essere governata.
E finalmente abbiamo adempito al troppo posticipato compito di viaggiare insieme. E che trip signori! Viaggi interkarmici, un thè nel deserto del Saharawi, un salto in disco (ah, le domeniche pomeriggio all'Happy Land a dormire sulle poltroncine!) e sardi a Damasco. Poi un salto nel luglio del 2006 e al mio spettacolo di danza egiziana, un giro per la città che sapeva di cacao e fieno, caccia all'animale dalle zampe strane e fuga dai locali affollati. Cellulari rigorosamente off, bellissima musica, pelle gialla, pipì verde, bolle sottopelle. Sedanini al ragù, aroma rhum per dolci, succo pesca e albicocca, earl grey, cioccolata bianca, cioccolata nera e cioccolata al latte con nocciole intere. Tulipani rosa nella brocca gialla, moscerini nella scatola...ma si devono mangiare anche quelli? Sì vai, anche la terra, 'icchè unn ammazza ingrassa! Persi nelle spirali del micelio, tra le spore del cappello e là in mezzo alle lamelle, la Psilocibina ci ha tenuto la mano per ben 8 ore, poi ci ha dato un bacio sulla fronte e ci ha rimboccato le coperte appena un attimo prima di sognare sogni celestiali.
E giovedì arrivo in Italia per un altro più gravoso e sofferto compito: votare. O annullare? Deciderò lì per lì. E non a cuor leggero. Sia mai...E sì, chiaramente anche per un tuffo negli affetti, soprattutto direi. Arrivo!
Non ho voglia di farvi l'elenco di tutte le cose che ho fatto in queste vacanze natalizie che, qui ad Amsterdam, sono già un ricordo. Il 6 gennaio non è festa e gli olandesi il Natale l'hanno festeggiato il 5 dicembre, per Sinta Klaus, quindi con il primo dell'anno finiscono le feste dell'anno prima. Anche i furgoncini con le famose oliebollen non ci sono più: questo significa che non avremo più la camera da letto invasa dal puzzo di fritto tutte le mattine durante il cambio dell'aria nella stanza. E questo è positivo, anche se già un po' mi manca sperare che il vento la mattina soffi "in direzione ostinata e contraria" alla finestra di camera. O a me. E' un po' la sensazione che non ti fa vivere del tutto bene la temporaneità di una situazione, anche se bella, perchè sai che non è duratura, data la sua natura, e che ti mancherà quando non ci sarà più. E poi si esurisce e ti manca ancora. In un altro modo, ma è così. Quindi la metafora dei furgoncini che vendono dolcezze nel periodo di Natale rende bene l'idea sul mio modo di approcciarmi al mondo. Vorrei ringraziare Isacco per i "pezzi unici" delle sue caramelle, l'incitamento in bici in salita controvento e per avermi fatto divertire tutte le sere. Grazie anche alle sorelle Volponi, ops, Tanzini per il cuore aperto, per aver trovato sempre il lato positivo ai miei errori e per sembrare uscite da un film di Muccino. Grazie, in fine, ma non per importanza, alla parte di famiglia presente in questi giorni per la sincerità e l'entusiasmo, per la riconferma e per il ricordo.
Infine grazie alla vita e all'imprevedibilità del fato che ti spiazza sempre, come scoprire di avere una mamma che prima è diventata nonna e poi zia.
Ed eccoci di nuovo in quel di Amsterdam. Il rientro non è stato un granchè dal punto di vista fisico. Infatti mi sa che ho beccato il virus che ha 1 italiano su 3 in questo periodo: vomito, nausea, febbre, mal di testa. Infatti vorrei sapere come sta il caro Isacco del "tranquilla, io non prendo nulla" dopo gli infiniti cicchini di Marella smezzati alla casa del pueblo domenica sera. E anche il povero Pozzi che ha preso una forma più acuta della mia! Ma non voglio parlare di malati...
Vorrei solo ringraziare tutti i fratelli e le sorelle che si sono dimostrati tali con gesti, parole, lettere, disponibilità e lacrime di nostalgia preventiva in vista dell'inverno che non farò in Italia. Non ho visto proprio tutte le persone che avrei voluto salutare, qualche importante omissis c'è stato, ma va bene così. E altri a cui avrei voluto dedicare un po' più di tempo, ma ho fatto il possibile per incastrare tutti. Potete sempre rimediare e venire voi quassù (e no laggiù!), giusto?
Vi lascio con una foto dei miei supernonni e con un appuntamento importante, per chi fosse ad Amsterdam questa settimana:
"Fatture rifatte e affetti fatti a fette"
Liberamente tratto da "Le maschere" di Luigi Malerba. Riadattamento teatrale, diretto, scritto e interpretato da Fabio Testini con la partecipazione di Alma Anselmi.
Un ragazzo disperato per amore, le ha provate tutte per riconquistare la sua amata. Dopo diversi tentativi, decide di giocarsi l'ultima possibilità. Contattare una maga per chiederle una fattura malefica avversa al suo contendente. Farsa surreale.
2 novembre 2007, ore 20.00
Libreria Bonardi
Entrepotdok 26, 1018AD Amsterdam
Allora, la persona seduta di fronte all'Alma è il nanerottolo che è arrivato dall'Italia (secondo la Simo) e che ho accudito (come ha sottolineato la Maddi), o ucciso (secondo Isacco), in questi 4 giorni. Ovvero Mattia. Che non è un bimbo, nè tantomeno è da accudire...Per chi non lo conoscesse è un ex-collega di lavoro della Casa Del Popolo, nonchè compaesano calenzanese, nonchè amico.
In questa foto siamo al West Pacific del Westerpark, intenti a localizzare uno dei 20 palazzi di architettura moderna, e non, che Mattia doveva fotografare per un progetto universitario. Siamo a prendere ache l'ultimo sole di una domenica pomeriggio molto calda per essere a ottobre. E ad Amsterdam. Ancora in casa non abbiamo acceso la stufa e la notte si dorme con una finestra aperta. Che c'entra, la sera fa freschino, ma qui si vede ancora gente in t-shirt, mentre io c'ho sempre 3 maglie e la sciarpona di lana.
Questo, invece, è il cigno che si era perso sulla De Clercqstraat e che si affacciava tra le grate del ponte per buttarsi nel canale e raggiungere i suoi simili. Ma senza riuscire ad elevarsi abbastanza...Forse qui cercava un diverso accesso al canale, dopo che Mattia (autonominato San Francesco per la sua, presunta, capacità di parlare con gli animali e gli insetti, come le mosche della CDP) si è avvicinato per alzarlo e buttarlo di sotto al ponte, ma il cigno ha assunto una postura di attacco imminente che ha fatto cambiare idea al mio ospite. Non pensavo che un candido cigno, che fu brutto anatroccolo sfigato, potesse essere così aggressivo! Comunque l'abbiamo lasciato ad un gruppo di olandesi che hanno assistito alla scena e che hanno chiamato la protezione animali olandese. Ovvero quelli che d'inverno peso, quando ghiaccia l'acqua dei canali, vengono a prendere i paperotti e li portano in delle casine di legno al riparo...
Sapete che ad Amsterdam c'è anche il "partito degli animali"? Mi fa un po' ridere la cosa, perchè il partito sostiene il diritto alla vita degli animali, ma, contemporaneamente, possiede frange xenofobe al suo interno (ah, e sono nella coalizione di sinistra)...Mah?! O sei per il diritto alla vita in maniera trasversale o no. Prima i diritti umani e poi quelli degli animali. Anche se per me sono quasi allo stesso piano. Ma questa è un'altra storia.
QUESITO PER I GIOCATORI DI YATZEE: io e l'Alma siamo state a discuterne per mezz'ora ieri sera. C'è qualcuno che può risolvere la cosa e illuminarci? Giocatori, malati di yatzee, dipendenti dai dadi e dalle combinazioni del caso: RISPONDETE.
Può un giocatore, nel caso in cui al termine dei tre tiri previsti per ogni giocata non compaia nessun asso, mettere nella casella del tris di assi un -3? Indipendentemente dal fatto che sia la prima o l'ultima casella da riempire prima di finire la partita? Io sostengo di sì, che si può, perchè ogni giocatore ha la sua strategia e, per regola, deve, ad ogni giocata, riempire una casella; inoltre, è libero, anche se in maniera deleteria, di mettersi un -15 nella casella del tris di cinque quando sul tavolo non ha nessun cinque, o un -9 nella casella dei tris dei tre quando tra i dadi non ce n'è nemmeno uno. L'Alma sostiene di no, che è una forma di baro, e che si può mettere un -3 al tris di assi, o un -6, -9, e così via, solo se è l'ultima casella che devi riempire per finire la partita e, effettivamente, non ti sono usciti tre numeri uguali previsti dalla casella da riempire.
Che dite voi?

Ahhhh....Amsterdam! Mi sto innamorando di questa città. Già, è bello girare in bici, sia da sani che in botta. E soprattutto se si è in grado di tenere l'equilibrio su una bici da uomo talmente alta che quando ci sono sopra non riesco a toccare con entrambi i piedi la terra (insomma via, non sono mica una mezza sega!), a meno che non scenda dal sellino reclinabile (o rotto), o che non perda l'equilibrio per scivolamento delle mani dalle prese del manubrio a cui manca una gomma. Immaginatevi con i guanti di lana! E immaginatevi se poi la bici frena all'indietro, come vuole la buona tradizione olandese, e se ti fermi al semaforo rosso con i due pedali in posizione orizzontale, beh, non riparti più. Perchè provi con tutta te stessa a darti la spinta dal pedale in posizione più funzionale, ma, se d'istinto atavico risalente ai tuoi primi "passi" con la bici, ti viene da rimettere i pedali nella giusta posizione ma spingendoli all'indietro, allora inevitabilmente ti pianti. E cadi. Immaginatevi il tutto con una sudata che non sai se dipende di più dall'imbarazzo della tua sdattitudine con la bici, o dallo sforzo sovrumano di collegare il cervello agli arti del corpo. Per non parlare poi di quando arrivi nel posto tanto sudato e devi legare la bici. Dovete sapere che Amsterdam, almeno il centro, è continuamente in manutenzione, espansione o ristrutturazione. Strade, canali, marciapiedi, rotonde (già, sono arrivate anche qui...). E insomma questi assessori ai lavori pubblici hanno ben deciso di ridurre il numero degli appositi ammassi ferrosi a forma di mezzaluna, altresì detti "parcheggio per biciclette"; in più, destino ha voluto che avessi un lucchetto rigido, quindi non molto funzionale all'ideale chiusura antifurto della bici (lucchetto ruota dietro e lucchetto davanti ruota-telaio-palo). Per fortuna ho una sorella che gentilmente, e, non lo nego, per compassione dettata dai miei 10 minuti medi impiegati nell'allucchettare il mio mezzo di locomozione, ha deciso di donarmi il suo lucchetto a forma di catena, meglio maneggievole, in cambio della mia "u" chiusa in cima. E volete mettere anche la sfiga delle lucine (che per legge devono essere una bianca intermittente davanti e una rossa, sempre intermittente, dietro. E mi raccomando, appena fa buio!) rotte comprate da Hema? Faceva solo la bianca, che alla fine è andata persa non si sa dove...Ma ormai era mezzanotte di domenica scorsa e dovevamo ritornare a casa dall'altra parte della città, quindi s'è fatta tutta la strada di sgamo stando attente alla politie auto e facendo finta di parcheggiare quando ci siamo trovate gli sbirri alla fine della strada...che risate! E meno male che ce la facciamo prendere proprio bene....
Ora vado a fare il plum-cake, che domani arriva Mattia. Se viene bene, la prossima volta avrà un'ingrediente in più...ihihihihihi. E vai col business!
"Ma te lo sai come si fa la pasta fatta in casa?"
"No, ma imparo presto..."
"Bene, vieni domani quando la preparo. Ti aspetto per le 13."

M: "...E ancora, cara sorella, lo yatzee è proprio il mio..."
A: "Davvero, è come quei giochi che ti senti dentro...Come gli scacchi...Se non te li senti non sarai mai bravo a giocarci...ma te tu c'hai anche i'culo quadrato però..."

E il Teru Teru Bozu dell'Elena è stato attaccato alla finestra, gli è stata cantata la canzoncina e oggi c'è stato il sole!!!
Oggi un giro in centro, spesa, un caffè sul terrazzo della nuova biblioteca di Amsterdam (altro che quella del polo di Novoli!), un salto a comprare il balsamo da ètos, un paio di capatine ai due H&M di Kalverstraat, panino sulla panchina e Fabio allo Schium. Tre ore di bozzi, birra, coca-cola e profonde discussioni che avevano per oggetto la modalità di scrittura T9 e la forma di egoismo meno grave, tra tutte, che è il volontariato...ma anche di reportage, famiglie allargate, fratelli (o più probabilmente sorelle) illegittimi a giro per il mondo, commercialista e nuove professioni, come l'escort e il rapinatore di banche...
La vita ad Amsterdam è iniziata...
[Il tormentone di casa Anselmi http://www.youtube.com/watch?v=V1QD81IqhkY]