mercoledì, 16 luglio 2008

occhi

Da quando sono tornata da Amsterdam non riesco a sostenere lo sguardo di nessuno. Non che abbia qualcosa da nascondere o che non mi senta all'altezza, anzi! E' che non so mai quale occhio guardare. Prima non ci facevo caso, forse, giostrandomela alternando l'occhio destro al sinistro. Insomma, gli occhi impari ad usarli fin da piccino picciò, credo siano la prima forma di relazione che si utilizza. Ora non mi riesce più. Ma si può disimparare a guardare negli occhi le persone? Mai sentito...Allora mi capita di parlare con qualcuno, dando l'impressione di ascoltare (oddio, ascolto sempre un minimo), ma poi mi perdo a quantizzare il tempo che mi soffermo su un occhio, invece dell'altro, e se la persona si accorge del mio disagio. I visi noti, e i più che noti, si scoprono con nuovi particolari: un occhio più grande dell'altro, l'arte del trucco, la dilatazione della pupilla, le cispe, il rimmel sbaffato, le somiglianze tra parenti, le simmetrie e l'armonia delle forme...O forse è che mi sento nuda quando parlo con gli altri. Come se i miei occhi raccontassero tutto di me, un semplice vetro oltre il quale guardare dentro e sapere cosa penso, cosa voglio, come sono. Non importa cosa dico, tanto la gente lo vede quello che penso veramente...E allora cerco di essere coerente con me stessa il più possibile, cercando di evitare di dire cazzate e mezze verità. Le bugie non si prendono nemmeno in considerazione, non sarei in grado di reggerle. Mi sgamerebbero subito. E da una parte va bene così, mi aiuta ad essere una persona migliore, ma quanto posso reggere? Mi sa che c'è qualcosa che non va...Senza poi troppi allarmismi, che tanto la causa penso di sapere quale sia. 21 luglio arriva presto, please!


postato da: martellina alle ore 15:04 | link | commenti (2)
categorie: vita, anima, donna, veritĂ 
mercoledì, 18 giugno 2008

Ma la sera a casa di Rosy

P6150035Ancora un post sugli Europei di calcio non l'avevo fatto, ma dopo ieri sera mi viene proprio voglia di farlo. La prima partita l'abbiamo vista al Coffeeshop 137 e, come ricorderete, c'era Italia-Olanda. E abbiamo perso. In maniera vergognosa. E ben ci sta il "you can't always win!". La seconda partita, poi, dopo le infamate prese nel suddetto posto abbiamo deciso di guardarla a casa, in pochi intimi. E s'è pareggiato. Ieri sera, invece, eravamo qui, a casa di Rosy (un'altra temporay new home), senza Rosy che è in Italia, in 11. E abbiamo vinto con la Francia. Che soddisfazione! Ma ancora non sono convinta che ci meritiamo di vincere gli Europei...Chi mi conosce sa che il calcio proprio non me lo filo, non so nemmeno riconoscere un fuori gioco. Ma il fatto di stare all'estero, non seguire la stampa italiana (sportiva), mi fa voglia di creare "gruppo" e supportare questa vecchia nazionale. Ci sentivo così abbestia che ho cucinato farfalline al salmone e torta della nonna, con tanto amore! E con la convinzione che, ovunque mi trovi, mi garba sempre avere la casa piena di amici, a qualsiasi ora, e coccolarmeli ben bene.

E poi mi piace sperimentare le case e trovare dei momenti e dei mini-luoghi da goderne quotidianamente. Come svegliarsi la mattina, coccolare un po' Spooky che ha dormito appiccicato a me, aprire le tende della vetrata che dà sul giardino, mettere un po' di musica e fare colazione seduta a guardarmi gli uccellini che beccano il prato e i nani pronti a fischiare. Potrei essere in qualsiasi posto, ma la santa colazione fatta così non ha paragoni. Nemmeno quella a Baratti sotto il pergolato!

Ma come si fa a trovare la voglia di tornare in un'Italia in cui il senato ha appena approvato la norma "sospendi processi" e che ho sempre più la convinzione che si stia trasformado in una dittatura di sudditi col prosciutto sugli occhi che si credono cittadini? La lista delle motivazioni della mancanza della voglia di tornare è lunga, ma la voglia di rivivere nei miei mini-luoghi italiani con gli affetti è più forte. Ma quanto durerà? Intanto è iniziato il conto alla rovescia per il mio rientro in Berluskonistan. -16...


postato da: martellina alle ore 18:14 | link | commenti (14)
categorie: vita, famiglia, amicizia, amsterdam, anima, donna, calenzano
domenica, 06 aprile 2008

Psilocybe cubensis

DSC01524E finalmente abbiamo adempito al troppo posticipato compito di viaggiare insieme. E che trip signori! Viaggi interkarmici, un thè nel deserto del Saharawi, un salto in disco (ah, le domeniche pomeriggio all'Happy Land a dormire sulle poltroncine!) e sardi a Damasco. Poi un salto nel luglio del 2006 e al mio spettacolo di danza egiziana, un giro per la città che sapeva di cacao e fieno, caccia all'animale dalle zampe strane e fuga dai locali affollati. Cellulari rigorosamente off, bellissima musica, pelle gialla, pipì verde, bolle sottopelle. Sedanini al ragù, aroma rhum per dolci, succo pesca e albicocca, earl grey, cioccolata bianca, cioccolata nera e cioccolata al latte con nocciole intere. Tulipani rosa nella brocca gialla, moscerini nella scatola...ma si devono mangiare anche quelli? Sì vai, anche la terra, 'icchè unn ammazza ingrassa! Persi nelle spirali del micelio, tra le spore del cappello e là in mezzo alle lamelle, la Psilocibina ci ha tenuto la mano per ben 8 ore, poi ci ha dato un bacio sulla fronte e ci ha rimboccato le coperte appena un attimo prima di sognare sogni celestiali.

E giovedì arrivo in Italia per un altro più gravoso e sofferto compito: votare. O annullare? Deciderò lì per lì. E non a cuor leggero. Sia mai...E sì, chiaramente anche per un tuffo negli affetti, soprattutto direi. Arrivo!


postato da: martellina alle ore 16:39 | link | commenti (9)
categorie: vita, famiglia, foto, amicizia, amsterdam, anima, donna, calenzano
lunedì, 12 marzo 2007

OVUNQUE PROTEGGI

Una canzone scoperta per caso, ma da mesi alla ricerca della persona a cui associarla. Perchè per ora quelle con cui ci ho provato stonavano. O in attesa della persona che me la dedichi, così che possa sciogliermi un po' ed innamorarmi un pochino....(ma non vale se lo legge prima qui...!!! [cosa impossibile, ndr.]).

E' così bella che consiglio di scaricarvela (si può scrivere, vero?!). Anzi, scaricatevi tutto il cd omonimo di Capossela, che spacca davvero. Grazie Vinicio....

OVUNQUE PROTEGGI

Non dormo ho gli occhi aperti per te, guardo fuori e guardo intorno

com'è gonfia la strada, polvere e vento nel viale del ritorno

Quando arrivi quando verrai per me, guarda l'angolo del cielo

dov'è scritto il tuo nome, è scritto nel ferro, nel cerchio di un anello

E ancora m'innamora e mi fa sospirare così

adesso e per quando tornerà l'incanto

E se mi trovi stanco, e se mi trovi spento

se il meglio è già venuto e non ho saputo tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perchè e anche gli alberghi tristi

che troppo è per poco e non basta ancora ed è una volta sola

E ancora proteggi la grazia del mio cuore

adesso e per quando tornerà l'incanto, l'incanto di te, di te vicino a me

Ho sassi nelle scarpe e polvere sul cuore

freddo nel sole e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato, mi spiace se ho sbagliato

se non ci sono stato, se non sono tornato

Ma ancora porteggi la grazia del mio cuore

adesso e per quando tornerà del tempo

il tempo per partire, il tempo di restare, il tempo di lasciare, il tempo di abbracciare

in ricchezza e in fortuna, in pena e in povertà

nella gioia e nel clamore, nel lutto e nel dolore

nel freddo e nel sole, nel sonno e nell'amore

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore

Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

Ovunque proteggi, proteggimi le mani

Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore


postato da: martellina alle ore 18:28 | link | commenti (3)
categorie: amore, anima, donna, capossela
giovedì, 01 febbraio 2007

NOT FOR YOU

Firenze. Ore 10:38.

Sottopassaggio della stazione Santa Maria Novella.

Prendo le scale di fronte al negozio di Extyn, accanto alla Chiesa. Passo svelto, Eddie che mi canta negli orecchi a palla. Sono felice. C'è il sole. Ho appena finito una riunione per il tirocinio. Sembra interessante. Vedremo.

Abbassamento di luce. Giusto il tempo che le pupille si dilatino e vedo due che camminano in senso opposto al mio. Quindi vengono nella mia direzione. Uno ha un maglione nero a scacchi verdi. Molto appariscente. This is not for you. Lo seguo con lo sguardo finchè non è quasi alla mia altezza. Abbastanza insignificante. Non mi suscita niente. Na-na-na-na-naaaaa. Sposto l'attenzione sull'altro. Scambio di sguardi. Carino! Mi passano accanto. Cazzo è lui! Tuffo al cuore. Sì è proprio lui. Raddrizzo lo sguardo e non decelero di un passo. Ormai ci siamo scambiati. This is not for you, na-na-na-na-naaaaa. Quant'è bello! Ma mi avrà riconosciuto? Che faccio, cazzo? Mi giro? E se poi si gira anche lui che faccio? Sorrido e gli vado incontro? Via, almeno girati per vedere se si è girato...Cazzo marti, non puoi non salutarlo...E se ora mi giro e lui mi corre incontro? Ci abbracciamo e ci diamo quel bacio lungo e appassionato che è anni che sogno...Ma non è possibile! Succede solo nei film. Alla fine dell'Italia un bacio fa rumore.

Ormai alle scale mobili della stazione mi giro. Ma non lo vedo più. E' normale. Mica sei in un film marti! Proprio ieri ti ho ricordato con la Giulia e la Tina.

Ahhhhh....che bello averti rivisto! Chissà quanto siamo cambiati in tutti questi anni. Quanto mi hai fatto struggere!!! Ricordo ancora la frase che dicesti al nostro amico: "Mi trovassi solo con la Martina non so cosa farei..." E io a montarci sopra i castelli.

Tornerei indietro. Ora che fai? Raccogli bombe di qua e di là. O forse no. Ti direi "tranquillo, non lasci la saliva quando baci sulla guancia". E ti sorriderei con tutto l'amore possibile. Chissà se ti ricordi e cosa mi risponderesti...


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categorie: amore, vita, anima, donna
mercoledì, 22 novembre 2006

SOGNO RICORRENTE

Io mi chiedo perchè, nonostante siano già passati sette anni, sogno ancora che il mio babbo è vivo. Ma non lo sogno con me, come se vivesse o ci parlassi di qualcosa, ma sogno che la sua morte era finta. In realtà non è morto, ma aveva solo fatto credere di esserlo. Come direbbe la mi mamma "classica uscita di scena dell'Anselmi"...E' morto, ma è vivo e vegeto. Nei miei sogni è tornato a lavorare addirttura nella cooperativa dove lavorava prima e abita con l'ultima sua moglie. Io lo vengo a sapere, cioè, non so da chi, ma vengo a sapere che in realtà non è morto, ma è stato via per un periodo e poi è tornato. E io m'incazzo, perchè dico "ma come, sei tornato, non sei morto, eri via, hai preso tutti per il culo e torni e non mi chiami nemmeno? Non ti fai vivo? Ma che cazzo di padre sei? Non sai quanto sono stata male dopo che te ne sei andato? Ma non ti frega nulla di me, di cosa faccio, di come sto? Devo venire a saperlo da qualcun'altro che sei a Firenze e sono io a doverti cercare? E per di più, il più delle volte non rispondi al telefono, te la tiri, come se fosse un favore che mi fai a rispondermi..." Poi l'affetto e la gioia di sentirlo, o a volte di vederlo, è talmente forte che l'incazzatura passa e gli strappo la promessa che mi cercherà lui nei prossimi giorni. Ma non succede mai. Risogno sempre la stessa scena. E' passato del tempo e non si è fatto VIVO.

Quando ho iniziato a fare questi sogni credevo che fosse solo un momento passeggero, una difesa della mente dal dolore: meglio incazzarsi e stare male perchè è andato via per un po' facendo credere di essere morto e scoprire che non era vero, che accettare la dura realtà che invece non tornerà mai. Ok, ne sono cosciente, ma non lo è il mio inconscio. Dico, passerà? O devo fare qualcosa? Con il tempo, durante le ultime volte che l'ho sognato mi ricordo che  mi dicevo "marti non è possibile che sia così, stai sognando, non essere così felice, anche se piangi di rabbia, perchè ti sveglierai e rimarrai con l'amaro in bocca e le guancie bagnate". Ed è successo questo anche stanotte. Era più di un anno che non lo rifacevo. Speravo di non farlo più.

Credo che venga da qui la mia paura dell'abbandono che tanto è gettonata nelle varie versioni del giochino del momento "conosciamoci"...Mi manca l'aria se ci penso. Ma riesco a parlarne tranquillamente ed è positivo. Sempre ricollegandomi ad una domanda del "conosciamoci" sì, sono soddisfatta del mio mondo interiore. Almeno affronto i miei mostri e le mie paure cercandoci una ragione dietro. Che poi quella che trovo sia quella giusta è tutto da vedere....

 


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categorie: vita, famiglia, anima, donna
venerdì, 20 ottobre 2006

D'IO

"Ma...tu come fai a sapere tutte queste cose?"

"Non lo so. Le so e basta. Almeno credo sia così. Mi viene naturale dire che le cose stanno in questo modo...Credo sia ciò che i credenti in Dio chiamano fede. E che ti dà la presunzione di conoscere la Verità. Io la chiamo saggezza karmica. Saggezza generazionale e storica. Saggezza umana, che tutti hanno...chi più chi meno...E sta ad ognuno di noi darle e darsi fiducia."

"Ma come fai ad essere certo che la Verità non sia quella che deriva dalla fede, ma quella che proponi te?"

"Non sono certo...Mi piace crederci."

"E quindi anche questa non è una forma di fede?"

"Bhè...chiamala come vuoi. Per me è una filosofia di vita dare più importanza a cosa senti dentro che ad una verità data da un altro, chiunque esso sia. Prima di me, i miei parenti e le persone da cui discendo, sangue del mio sangue, si saranno fatti le stesse domande. E in tutti questi anni di domande e risposte qualcosa di vero ci sarà. E' da loro che deriva questa mia saggezza, o comunque la presunzione di averla."

"Tu ritieni quindi, correggimi se sbaglio, che l'uomo deve cercare la soluzione ai suoi problemi dentro se stesso, senza stare a sentire quello che dice Dio, giusto?"

"Sì...Ma se poi l'uomo ritiene che quello che dice Dio, o comunque quello che gli fanno credere sia la volontà di Dio, sia la soluzione migliore ai suoi problemi, esso è libero di seguirla...Ma mi sembra una scorciatoia: scegliere la strada in salita che non sai dove ti porta, ma ovunque essa ti porti, avrai sempre la soddisfazione di esserci arrivato da solo, affrontando ostacoli e paure; o scegliere quella in discesa che sai ti porterà in una casa accogliente dove altre persone si prenderanno cura di te, a scapito della tua libertà?"

"Sì...credo di aver capito."

"E ricorda: si deve avere sempre più fiducia nell'uomo che in Dio."

 


postato da: martellina alle ore 10:53 | link | commenti (4)
categorie: vita, anima, veritĂ 
giovedì, 06 luglio 2006

VERITA' RELATIVA

vec-giov

Questo è il famoso dipinto "indeciso" di E.Hill e risale al 1895. E' la caricatura di una donna...giovane o vecchia??

Spesso viene mostrata ai corsi sulla comunicazione, ai colloqui di lavoro o agli incontri con gli psicologi. Io l'ho vista per la prima volta anni fa, non mi ricordo quanti, quando con il mio babbo andai alla mostra in San Lorenzo  "Illusioni ottiche e giochi di sapone".

Mi ricordo che riuscivo a vedere solamente la "vecchia donna", nonostante i vari minuti passati ad osservare la stampa. Poi il babbo mi aiutò seguendo con un dito della mano il profilo della "giovane donna" e m'illuminai.

L'ho rivista due anni fa, quando ho fatto il corso di formazione per "operatore fiscale" alla CGIL. Stavolta però vedevo solo la "giovane donna" e faticavo a vedere la "vecchia". In realtà essa è l'una e l'altra allo stesso tempo. Noi vediamo la "vecchia" o la "giovane" a seconda di quello che vogliamo guardare. Esse ci appaiono come aspetti diversi di una stessa realtà (che in fisica si chiamerebbe "relativa").

E' un po' l'approccio che abbiamo quotidianamente con ciò con cui ci relazioniamo. Ci soffermiamo sull'apparenza, o un determinato aspetto, spesso di un insieme che è molto più ricco di come ci appare. Mi viene in mente il proverbio cinese ricordato da Terzani nel suo libro "Lettere contro la guerra": Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo di un pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo.


postato da: martellina alle ore 10:00 | link | commenti (9)
categorie: spettacolo, malinconia, anima
martedì, 20 giugno 2006

SEI NELL'ANIMA

Questo post è dedicato a tutte le persone che lasciano un segno nella tua vita. Per quelle che ci sono da sempre, per quelle che ti accompagnano per un periodo, per quelle che toccano e fuggono, per quelle che non si sono nemmeno mai accorte di aver lasciato qualcosa...Ci si sente sempre in debito con coloro "che contano" per i bei momenti o per quelli davvero brutti passati assieme. Credo che nessuno di questi abbia più diritto degli altri ad essere dimenticato, perchè, in fondo, noi siamo le persone a cui vogliamo bene e di cui ci circondiamo.

Questo post un po' malinconico mi viene da dentro, dopo quei momenti in cui ripiombi in qualcosa in cui hai creduto davvero in passato e che è finito male o non del tutto bene (dipende dai punti di vista...); quell'amarognolo che risale in bocca, anche dopo quando avevi creduto di aver digerito del tutto...ma mi piace pensare che lo spirito con cui si affrontano le cose poi, alla lunga, ripaga. Ed io sono qui ad aspettare.


postato da: martellina alle ore 20:06 | link | commenti (2)
categorie: malinconia, amicizia, ottimismo, anima