Mi manchi.
Forse non so stare da sola.
Forse non mi manchi te, ma la sicurezza di avere qualcuno da chiamare quando mi sento sola.
Forse devo imparare a starci da sola. Perchè in fondo sto bene. Senza legami. Senza dover dare giustificazioni di quello che faccio. Senza cercare approvazione. Libera di fare quel che voglio.
O forse mi manca proprio l'essere cercata.
Ma so già che mi mancherai quando non ci sarai più. Sei rimasto l'unico uomo della mia vita, che mi conosce da quando sono nata.
Mi manchi, anche se ancora non ti conosco.
Una canzone scoperta per caso, ma da mesi alla ricerca della persona a cui associarla. Perchè per ora quelle con cui ci ho provato stonavano. O in attesa della persona che me la dedichi, così che possa sciogliermi un po' ed innamorarmi un pochino....(ma non vale se lo legge prima qui...!!! [cosa impossibile, ndr.]).
E' così bella che consiglio di scaricarvela (si può scrivere, vero?!). Anzi, scaricatevi tutto il cd omonimo di Capossela, che spacca davvero. Grazie Vinicio....
OVUNQUE PROTEGGI
Non dormo ho gli occhi aperti per te, guardo fuori e guardo intorno
com'è gonfia la strada, polvere e vento nel viale del ritorno
Quando arrivi quando verrai per me, guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome, è scritto nel ferro, nel cerchio di un anello
E ancora m'innamora e mi fa sospirare così
adesso e per quando tornerà l'incanto
E se mi trovi stanco, e se mi trovi spento
se il meglio è già venuto e non ho saputo tenerlo dentro me
I vecchi già lo sanno il perchè e anche gli alberghi tristi
che troppo è per poco e non basta ancora ed è una volta sola
E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto, l'incanto di te, di te vicino a me
Ho sassi nelle scarpe e polvere sul cuore
freddo nel sole e non bastan le parole
Mi spiace se ho peccato, mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato, se non sono tornato
Ma ancora porteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà del tempo
il tempo per partire, il tempo di restare, il tempo di lasciare, il tempo di abbracciare
in ricchezza e in fortuna, in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore, nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole, nel sonno e nell'amore
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore
Ovunque proteggi, proteggimi le mani
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

"Io e il babbo"

"Io, Moni e Marti in prima superiore"
"I miei fratellini di Budapest"


"Croazia, estate 2003"

"Perchè se mi viene chiesto scusa, so perdonare..."
...è proprio vero che le cose ti arrivano quando smetti di aspettarle. Quando ormai ti sei messo l'anima in pace, ti sei fatto una ragione se le cose sono andate cosi, ecco la scossa di terremoto che fa vacillare la tua costruzione. Ma si sa, i terremoti non hanno tutti la stessa intensità. E quello che ha colpito me già lo conosco, o meglio, ne conosco l'origine, il buco nero. E' bello lasciarsi affascinare dalla sua passione e dalla sua forza, ma a questo giro credo porprio che non gli concederò nemmeno una crepa sui muri portanti. E vediamo che succede.
Il mio passato remoto? Una persona che non sarà mai più mia.
Il mio presente? Fantasmi che tornano da un passato non troppo lontano.
Il mio futuro? Un amico che mi invita ad un concerto.
Firenze. Ore 10:38.
Sottopassaggio della stazione Santa Maria Novella.
Prendo le scale di fronte al negozio di Extyn, accanto alla Chiesa. Passo svelto, Eddie che mi canta negli orecchi a palla. Sono felice. C'è il sole. Ho appena finito una riunione per il tirocinio. Sembra interessante. Vedremo.
Abbassamento di luce. Giusto il tempo che le pupille si dilatino e vedo due che camminano in senso opposto al mio. Quindi vengono nella mia direzione. Uno ha un maglione nero a scacchi verdi. Molto appariscente. This is not for you. Lo seguo con lo sguardo finchè non è quasi alla mia altezza. Abbastanza insignificante. Non mi suscita niente. Na-na-na-na-naaaaa. Sposto l'attenzione sull'altro. Scambio di sguardi. Carino! Mi passano accanto. Cazzo è lui! Tuffo al cuore. Sì è proprio lui. Raddrizzo lo sguardo e non decelero di un passo. Ormai ci siamo scambiati. This is not for you, na-na-na-na-naaaaa. Quant'è bello! Ma mi avrà riconosciuto? Che faccio, cazzo? Mi giro? E se poi si gira anche lui che faccio? Sorrido e gli vado incontro? Via, almeno girati per vedere se si è girato...Cazzo marti, non puoi non salutarlo...E se ora mi giro e lui mi corre incontro? Ci abbracciamo e ci diamo quel bacio lungo e appassionato che è anni che sogno...Ma non è possibile! Succede solo nei film. Alla fine dell'Italia un bacio fa rumore.
Ormai alle scale mobili della stazione mi giro. Ma non lo vedo più. E' normale. Mica sei in un film marti! Proprio ieri ti ho ricordato con la Giulia e la Tina.
Ahhhhh....che bello averti rivisto! Chissà quanto siamo cambiati in tutti questi anni. Quanto mi hai fatto struggere!!! Ricordo ancora la frase che dicesti al nostro amico: "Mi trovassi solo con la Martina non so cosa farei..." E io a montarci sopra i castelli.
Tornerei indietro. Ora che fai? Raccogli bombe di qua e di là. O forse no. Ti direi "tranquillo, non lasci la saliva quando baci sulla guancia". E ti sorriderei con tutto l'amore possibile. Chissà se ti ricordi e cosa mi risponderesti...
Potrebbe sembrare il titolo di un libro che ho appena finito di leggere. Potrebbe essere stato scritto da un'emergente scrittrice yankee appartenente ad una nuova corrente narrativa noir-fetish. Potrebbe essere che mi ci sono immedesimata a tal punto da sapere già cosa accadrà alla fine, o dove la nostra nuova amica scrittrice andrà a parare. E potrei consigliarvelo perchè da quanto è geniale non ci dormo la notte.
Ma non è così....E' una riflessione nata dall'ele più che da me. Ma ve la voglio proprio dire.
Mi sono accorta che, nei vari periodi della mia vita, ho comprato le stesse scarpe del "mio uomo" del momento. Non che ne abbia avuti chissà quanti, possiamo contarli sulle dita della mano!
Ma partiamo dalle AirWalk. Lì non era solo perchè ce le aveva il ragazzo che mi piaceva, le comprai perchè era la moda "alternative", nel lontano 2000. Sì, poi che c'entra, ce le aveva anche lui, ma anche i miei amici. E poi mi piacevano! Ma passiamo al modello estivo per eccellenza: le Birkenstock (che ancora durano...). Anche lì stesso discorso. Le aveva lui. Le avevano gli amici. Erano "alternative" (ma non il prezzo). E soprattutto mi piacevano! Ci mettiamo insieme, iniziano i ragali dei parenti "a coppia". Riceviamo in pochi anni due modelli di scarpa identici, diversi per il numero e il colore: le Mephisto chiuse davanti (io marroni e lui nere) e le Camper classiche (io marroni e lui nere). Naturalmente non sono state regalate a caso, ma perchè ci piacevano! Fine della storia d'amore. Passa un anno che non mi compro scarpe....Ah sì! A luglio un altro paio di Birkenstock, tanto per non dare tagli drastici al passato. E contemporaneamente non ho storie. Ma appena inizio ad un uscire con un ragazzo nuovo, che porta le Polacchine, modello Clark per intenderci, mi compro, con la Simo, anch'io le Polacchine. Ma le compro perchè abbiamo trovato un negozio fighissimo a Firenze, che le importa dalla Spagna, costano 30 euro, ma soprattutto sono viola!!! E quindi mi piacciono!!! Arriva Natale con la neve sul fuocherello appena nato che non ce la fa a sopravvivere. E' gennaio, con gli sconti mi compro un altro paio di Camper, il modello Peu Com per l'esattezza. Fogatissima, convinta di aver trovato una scarpa MIA, di design, d'èlite....O non ti becco l'ex, per caso, e HA LE STESSE MIE SCARPE??!?!?!
Lo sconforto. Non è possibile. Abbiamo ancora gli stessi gusti. O è un caso...Mah...
Allargando la riflessione, mi sono resa conto che, in generale, tendo ad assomigliare non solo agli uomini con cui sto, ma anche alle amiche, alle persone a cui voglio bene. E non solo nel vestire, ma nel pensare, negli atteggiamenti, nel tono di voce!!! E qui si conferma la mia teoria che noi siamo le persone di cui ci circondiamo.
Ma allora: esiste una Martina mia propria, o sono un ibrido di tanti? Mi rispondo di sì, che c'è, perchè ognuno mette il suo stile nel mosaico che si crea addosso. Ecco, è lo stile che ci differenzia.
O no?
...Ed è giunto il momento di aggiornare il blog con qualcosa di serio. E non con feste andate male, esami andati bene, turni del cazzo a lavoro...
Sono successe tante cose in questo week-end. Finalmente ho dato voce e lacrime ai miei pensieri, ai miei bisogni, alla mia volontà. E mi sono tolta un peso enorme. Ma ho optato anche per il male minore, perchè in questa situazione c'è per forza qualcuno che soffre. E io ho scelto di farlo ora, perchè è più tamponabile che sicuramente fra qualche tempo. E le cose stanno così, finchè le posizioni non cambiano. E se non c'è la volontà di cambiarle, non cambiano vai...Non posso permettermi di stare male adesso o accollarmi l'infelicità di qualcuno per il mio spirito da "crocerossina". Ho bisogno di altro, che non so, se e quando, troverò. L'affetto c'è, e tanto. E ci sarà sempre. Almeno per ora.
E poi ho riscoperto un legame che credevo atrofizzato da rabbia, incomprensioni, sensi di colpa, dolore...e ci siamo riscoperti anche a ridere di cose passate con quella naturalezza che credevo ormai di aver perso. Ad oggi posso dire che credo fermamente nei legami affettivi. Cioè che non possono scomparire del tutto. Possono affievolirsi, ma se ci sono basta questo per riaccenderli.
Ho fatto la mia scelta. Dolorosa, sofferta, ma di pancia. La mia felicità non può più dipendere dagli altri. Che c'entra, un minimo sì, mica sto su un'isola deserta, ma basta con la dipendenza del mio equilibrio interiore dagli altri.
Non so che ci capirete da questo post, che tra l'altro non c'entra nulla con il natale, ma ognuno pensi quel che vuole, tanto lo so solo io il filo logico sotteso...
Ah, stasera alla fortezza c'è la Festa della Legalità con Bandabardò, Paola Turci, Tamales de chipil, Katia Beni e mezzo cast di Distretto di Polizia. E' dalle 21,30 ad ingresso libero. Io ci sarò.
Una bellissima poesia che mi ha fatto conoscere il caro Vivoli...
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.