giovedì, 28 febbraio 2008

Dalla parte di Spessotto

Perchè è sempre buio, del resto, finchè non accendi la luce.

Medusa cha cha

Vinicio

 

 

 

 

 

 

 

 

E ieri sera è stata una delle serate più belle della mia vita, senza esagerare. Di sicuro, il concerto più bello a cui sono stata, secondo solo a quello dei Pearl Jam a Pistoia. No, perchè forse non vi rendete conto, o meglio ancora, non riesco a farlo io, che ieri sera ero al concerto di Vincio Capossela qui, ad Amsterdam!, al Bimhuis. Tanta era l'emozione prima che iniziasse, tanta ce n'è stata durante, quando poi mi ha fatto "Signora Luna", "Il ballo di San Vito" e "Inno alla gioia", beh, il massimo. E non è stato solo vedere il concerto a 6 metri da lui, o il fatto che ho urlato tutto il tempo, convinta che la MIA voce, una parte di me, arrivasse direttamente a lui, ai SUOI orecchi. E non è stato nemmeno il fatto che ho imbroccato il trombettista, che si laurea domani l'altro e che mi ha chiesto un passaggio fino all'hotel (sì, certo, in bici!), o, ancora, che ho beccato quella "nuvola" che non sapevo nemmeno se passasse davvero di lì o no. Ma, sicuramente è stato il fatto che me lo sono visto al bancone del bar, dopo il concerto, quando la massa si è sfoltita, che sono andata da lui, gli ho fatto i complimenti, gli ho stretto la mano due volte, abbiamo parlato del suo libro e mi ha rivelato un segreto su Spessotto (curiosi, eh?)...A chi, come me, sosteneva che senza cappello perde metà del fascino dirò che, in realtà, visto da vicino Vinicio, visto grattarsi la barba col collo in sù e osservandogli le mani e ascoltandolo parlare è molto, ripeto molto, affascinante.

Vinici o

Vinic io

 

 

 

 

 

 

Vini cio

 

 

 

 

 

 

E mi sento ancora più grata a questa città, perchè davvero in Italia non sarebbe mai potuta accadere una cosa del genere, e che davvero mi sta dando tanto, più di quanto in realtà mi possa rendere conto in tempi brevi.

Capossela

[CARA MARINA SALUTI MARINATI E FILIBUSTIERI DALL'ACQUARIO PENSILE...]


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categorie: vita, spettacolo, foto, amsterdam, donna, capossela
lunedì, 11 febbraio 2008

Theo is my mosquito

Ed è proprio arrivato il momento di dedicare un post a colui il quale delizia ogni mia domenica. Ed ogni domenica sempre di più. Sarà che ormai sa come mi chiamo, sarà che ieri mi ha dedicato la canzone che lui sa essere la mia preferita, o, semplicemente, perchè durante le pause viene a chiacchera con la fedelissima nicchia italiana, ma Theo ragazzi è...è...boh, non trovo un aggettivo che lo definisca. Ma su una cosa sono sicura, ovvero che sarà un'altra perla del bagaglio dell'esperienza olandese. Forse no un'altra perla, ma la ciliegina sulla torta, o il pezzo mancante del puzzle.

TheoI Mosquito suonano tutte le domeniche, in tarda serata, di solito 18.00-22.00 (durante, cioè, l'happy hour in cui ti danno il boccale di birra gelato a 3 euro) al Last Waterhole in Leidseplein. Hanno un repertorio soul, country, folk, tutte le volte arricchito da un ospite musicista diverso che, suonando il suo strumento, altro non fa che rendere più intense le canzoni. Ma il nucleo principale del gruppo sono Theo, che vi ho già presentato, il percussionista (che se è in good mood sorride pure mentre suona) e Gregorio, il bassista. E che pezzo di bassista! Da solo terrebbe il palco alla grande, è troppo simpatico! E poi c'ha le Air Walk (e chi vuol capire capisca). Via, per apprezzare fino in fondo questo settimanale magico momento, non potete fare altro che andarci di domenica, prendervi qualche birretta, che dalle 18 alle 22 possono diventare molte!, armarvi di spiccioli per andare in bagno (50 cents, lo so, è un furto! Ma si paga solo dalle 21 in poi, quindi, se ce la fate a concentrare il tutto dalle 18 alle 20,50 siete a posto) e lasciarvi trasportare da Theo De Mosquito. Alcune domeniche offrono una tequila a girare (e una è toccata pure a me, tiè, e che c'avevate dubbi?!) e non scordatevi di urlare "Everybody dance now" quando Theo vi invita con un "Everybody freeee!!" e la musica si stoppa. E' quello il momento in cui dovete urlarlo, senza pensare a quello che state facendo, se no alla fine non lo fate. Chiaro, no?

E se poi vedete una completamente attorcigliata nel filo invisibile che c'è tra lei e il cantante, beh, sono io. Non potete sbagliarvi...;)

P.S. Il 27 febbraio c'è Vinicio Capossela al Bimhuis. Ancora non ci credo.

P.P.S. Visto che siamo in famigghia, tra i link trovate il nuovo sito della sorella maggiore, in fase di costruzione...


postato da: martellina alle ore 18:18 | link | commenti (11)
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sabato, 02 febbraio 2008

LEG-AMI

Quanto profondo può essere il legame che si instaura tra una baby-sitter e il baby che lei sta sittando? Beh, dipende da tanti fattori direte voi. In primis, sicuramente, penso influisca la chimica che si instaura tra i due esseri umani, il che coinvolge bisogni, il modo in cui soddisfarli e la cooperazione, o meno, durante la fase di appagamento del bisogno. Se c'è la cooperazione c'è tutto. Se i ruoli vengono ben definiti fin dall'inizio è fatta. Poi c'è da prendere in considerazione anche l'età del bambino, o bambina, e l'educazione ricevuta, nonchè il livello di autosufficienza; ci sono bambini di un anno e mezzo, infatti, che mangiano e si addormentano da soli e bimbi di sei anni che non sanno nemmeno agganciarsi i pantaloni! Sarà che in questo periodo sto lavorando abbastanza e conosco sempre mamme e bimbi nuovi, ma questo lavoro mi piace proprio. E' bello scoprire i caratteri, trovare la via di comunicazione, e metacomunicazione, con i bimbi svedesi o olandesi che non sanno una parola di italiano. E poi ci sono quei bimbi speciali, come il mio primo amore (vedi supra), che amo come se fosse mio e vorrei che i miei (molto futuri) figli gli assomigliassero almeno un po'. In casi come questo si viene a creare un rapporto di fiducia totale anche con i genitori, che, a volte con un pizzico di gelosia, vedono il proprio pupillo che si toglie il cibo di bocca per condividerlo con la baby-sitter, come se fosse un'altra mamma o una sorella. O quando mi corrono incontro per abbracciarmi o, ancora, ridono di cuore, e mi imitano, quando mangiamo e apro la bocca per fargli vedere il cibo masticato. E quando questo avviene divieni parte della famiglia, al punto che i genitori possono decidere di farti abitare nella loro casa mentre sono in vacanza un mese a Bali (e questa cosa è fighissima!).

Con quasi tutti i bimbi che guardo sono riuscita a creare un legame, labile nella propspettiva temporale, ma profondo nel presente. E sicuramente sarà una delle parti più belle del bagaglio dell'esperienza olandese. A volte mi chiedo quanto si ricorderanno di me tra qualche anno...Forse da grandi, quando andranno in vacanza in Italia, capiranno, senza sapere la ragione, celata nel loro subconscio, frasi come "andiamo", "vieni?", "bravo!", "hai fame?", "mmm buono!"...O forse no, ma mi piace pensarlo.


postato da: martellina alle ore 12:59 | link | commenti (4)
categorie: vita, amsterdam, donna