Questo post lo voglio dedicare a tutti i giovani che sono morti in guerra. Vite di ragazzi, giovani vite spezzate per un ideale, per soldi, per patriottismo, per disperazione, perchè ormai non c'è più nessuna speranza a cui aggrapparsi, per rabbia, per orgoglio, per vendetta, per dare un senso alla propria vita. Alcuni scelgono una strada incoscienti di cosa realmente li aspetta, altri sono spinti dalla famiglia, altri dalla fede. Kamikaze, soldati semplici, civili morti sotto i bombardamenti...Gli affetti, gli studi, i ricordi d'infanzia, le paure, i progetti: tutto spazzato via per odio dell'altro. La disumanizzazione del nemico: insieme fino alla morte: muoio io, ma muori anche te. Sparagli piero sparagli ora, non esitare a scorgere in lui qualcosa di umano e familiare, o l'altro, spaventato come te, ti sparerà per primo. Una macchina da guerra. Il senso della vita non ha più senso. I bambini? Piccoli nemici crescono: bombardiamo gli ospedali, le maternità, i reparti di ostetricia e ginecologia. Si caricano ascoltando musica con l'i-pod mentre fanno strage di civili. Recitano la loro preghiera mentre salgono su un autobus carichi di esplosivo sapendo che tra poco salteranno tutti per aria e in mille pezzetti. Si drogano, bevono sangue, quel sangue dove scorre il segreto della vita.
Ma che ne sappiano noi? Noi che rimaniamo a casa, al sicuro nella nostra città, dove non potrà mai accadere niente. O almeno, non a casa nostra. Forse in centro potrebbe esserci un attentato. Terroristi? Brigatisti? Mafiosi? Attentato politico?
Facciamo come dice Remotti. In guerra? Mandiamo i vecchi, i malati terminali, tanto son lì che non sanno che fare della propria esistenza ormai. Aiutiamoli a dargli un senso...Quanti anni hai? 70! Arruolato. Così risparmieremo la vita a tanti giovani che hanno tutto il futuro davanti.
C'è una guerra civile in Africa? Mandiamo i militari a fare peacemaking. O chiamiamo i capi tribù e qualche rappresentanza istituzionale della comunità internazionale a fare peacekeeping.
La soluzione per me? Lasciare ampio spazio di lavoro e dare la possibilità e il sostegno per farlo alle tante ONG internazionali che si occupano di peacebuilding. Perchè la pace si costruisce dal basso. A contatto con la gente. Educando i bambini fin dall'infanzia al rispetto della vita e del diverso da noi, alla cooperazione nella risoluzione di piccoli conflitti quotidiani. Fare questo integrando l'aspetto del sentire con quello del pensare. Perchè il potenziale conoscitivo dell'uomo non ha confini se si mettono insieme i due domini conoscitivi. Per troppo tempo la civiltà occidentale ha basato la sua conquista del mondo e le relative sudditanze esportando il proprio modo di vedere il mondo basato sullo stereotipo della "razionalità separata". E il sentire, oltre al pensare, dove lo mettiamo? C'è gente che non riesce a piangere perchè fin da piccola gli hanno insegnato che chi piange è un perdente, è un debole. Si deve lavorare con la gente affinchè esprimano il più possibile quello che hanno dentro. Le frustrazioni, le paure, ingiustizie trascurate...chi più ne ha più ne metta! Viviamo più in pace con noi stessi, sfogando la rabbia in modi legali e violenti, purchè non ledano l'altro.
Insomma, non so dove sono andata a parare e quali sono le conclusioni. Ho dato lettere ad alcuni pensieri sparsi quà e là. Ma ce ne sarebbero tanti altri ancora.
VI consiglio caldamente di andare a vedere l'ultimo film di Ferzan Ozpetek. Saturno Contro appunto. E' talmente sottile e delicato che solo un altro regista, "altrettanto omosessuale", riesce a sostenere il paragone: Pedro Almodovàr. Sarà che entrambi riescono a cogliere quelle sottigliezze che nemmeno alcune donne riescono a cogliere. E ci riescono riguardo sia all'universo maschile, sia, soprattutto a quello femminile. E l'ultimo film di Ozpetek è un inno all'amicizia! Tratta anche, in modo molto delicato, il problema dell'eutanasia, ma lo fa in un modo tale che non può essere tacciato nè di sostenerla nè di esserne contro...Ma è la regia che lascia senza fiato e la colonna sonora. Un binomio che non può lasciarti indifferente. Nella foto una delle scene più intense, secondo me, del film.
REMEDIOS (Gabriella Ferri)
La-la-la-la-la, la-la-la-la-la
La-la-la-la-la, la-la-la-la-la
Remedios, nina pequena, chiquita, hermosa, preciosa
Linda ninita quedada asì, sentada en la orilla del mar
y las manos llenas de perlas
el sol en tu frente y en la sonrisa
blanca orquidea, alma y paloma
y la alegrias, tù cantas consuelo
tù cantas esperanza, tù canto es remedios
La-la-la-la-la, la-la-la-la-la
La-la-la-la-la, la-la-la-la-la
Tu historia, una vez, nos la contò
dios, tu hermanito con su guitarra
tù estebas dormida baja la luna,
tù estebas feliz, pequena remedios
espera que un dia yo pueda dicirte:
te quiero pequena, te quiero chiquita
preciosa ninita, piccola piccola piccola
picco picco picco picco piccola nina
el sol en tu frente y en la sonrisa
blanca orquidea, alma y paloma
y la alegrias, tù cantas consuelo
tù cantas esperanza, tù canto es remedios
espera que un dia yo pueda dicirte:
te quiero pequena, chiquita ninita,
preziosa piccola picco picco picco picco
picco picco picco picco pi'
La-la-la-la-la, la-la-la-la-la
la-la-la-la-la, la-la-la-la-la
...è proprio vero che le cose ti arrivano quando smetti di aspettarle. Quando ormai ti sei messo l'anima in pace, ti sei fatto una ragione se le cose sono andate cosi, ecco la scossa di terremoto che fa vacillare la tua costruzione. Ma si sa, i terremoti non hanno tutti la stessa intensità. E quello che ha colpito me già lo conosco, o meglio, ne conosco l'origine, il buco nero. E' bello lasciarsi affascinare dalla sua passione e dalla sua forza, ma a questo giro credo porprio che non gli concederò nemmeno una crepa sui muri portanti. E vediamo che succede.
Il mio passato remoto? Una persona che non sarà mai più mia.
Il mio presente? Fantasmi che tornano da un passato non troppo lontano.
Il mio futuro? Un amico che mi invita ad un concerto.
Diciamo che Vasco Rossi non è il mio cantante preferito, ma mi piace credere che questa canzone l'abbia scritta per me. Sì certo! Come no? Grazie alla kiarina che me la mise in un misto qualche anno fa con Bob, Cat Stevens, 99 posse, Guccini, ecc...
Come fai adesso che sei rimasta solo te
a sperare in qualche cosa di migliore
a pensare anche al grande amore
sei un'inguaribile romantica
un po' isterica, però simpatica, certo unica
come fai adesso che non c'è neanche più lui con te
lui che aveva grandi cose per la testa
lui che poi un giorno come niente ha detto basta
sei un'incredibile romantica
un po' nevrotica, ma non patetica, certo unica
certo unica
Io sono stata nominata da MartyInPoetry.
Svolgimento: si tratta di sfogliare il libro più vicino a voi fino alla pagina 123. Da questa giungere fino alla sesta, settima e ottava riga per poi riportarne il testo sul blog. I partecipanti dovranno poi nominare altre tre persone che dovranno proseguire il gioco.
[...] le finestre erano sigillate. Il brusio all'interno dell'edificio era quasi impercettibile. Nulla trapelava all'esterno. Le mani applaudivano con fervore...Si levavano voci che intonavano canti commoventi...simili tra loro.
(La legge è uno sposo di Ramziyya Abbas al-Irani, tratto dal libro Parola di donna, corpo di donna - Antologia di scrittrici arabe contemporanee)
Chiamo in causa, nomino: Pepe, Laurikken, e Carovaniera.
Ohi bimbe! Il primo libro sottomano, mi raccomando! ;-)
Se qualcun'altro senza blog vuol partecipare è cosa ben gradita, basta che sciva nei commenti.
Firenze. Ore 10:38.
Sottopassaggio della stazione Santa Maria Novella.
Prendo le scale di fronte al negozio di Extyn, accanto alla Chiesa. Passo svelto, Eddie che mi canta negli orecchi a palla. Sono felice. C'è il sole. Ho appena finito una riunione per il tirocinio. Sembra interessante. Vedremo.
Abbassamento di luce. Giusto il tempo che le pupille si dilatino e vedo due che camminano in senso opposto al mio. Quindi vengono nella mia direzione. Uno ha un maglione nero a scacchi verdi. Molto appariscente. This is not for you. Lo seguo con lo sguardo finchè non è quasi alla mia altezza. Abbastanza insignificante. Non mi suscita niente. Na-na-na-na-naaaaa. Sposto l'attenzione sull'altro. Scambio di sguardi. Carino! Mi passano accanto. Cazzo è lui! Tuffo al cuore. Sì è proprio lui. Raddrizzo lo sguardo e non decelero di un passo. Ormai ci siamo scambiati. This is not for you, na-na-na-na-naaaaa. Quant'è bello! Ma mi avrà riconosciuto? Che faccio, cazzo? Mi giro? E se poi si gira anche lui che faccio? Sorrido e gli vado incontro? Via, almeno girati per vedere se si è girato...Cazzo marti, non puoi non salutarlo...E se ora mi giro e lui mi corre incontro? Ci abbracciamo e ci diamo quel bacio lungo e appassionato che è anni che sogno...Ma non è possibile! Succede solo nei film. Alla fine dell'Italia un bacio fa rumore.
Ormai alle scale mobili della stazione mi giro. Ma non lo vedo più. E' normale. Mica sei in un film marti! Proprio ieri ti ho ricordato con la Giulia e la Tina.
Ahhhhh....che bello averti rivisto! Chissà quanto siamo cambiati in tutti questi anni. Quanto mi hai fatto struggere!!! Ricordo ancora la frase che dicesti al nostro amico: "Mi trovassi solo con la Martina non so cosa farei..." E io a montarci sopra i castelli.
Tornerei indietro. Ora che fai? Raccogli bombe di qua e di là. O forse no. Ti direi "tranquillo, non lasci la saliva quando baci sulla guancia". E ti sorriderei con tutto l'amore possibile. Chissà se ti ricordi e cosa mi risponderesti...